“ZERO”: LA MULTICULTURALITA’ APPRODA IN ITALIA CON LA NUOVA SERIE SU NETFLIX

ESSERE INVISIBILI E’ IL VERO POTERE

“Zero” auspica un bisogno di normalità, di inclusione sociale a prescindere da qualsiasi etnia, di un inizio di un vero cambiamento culturale per la tutela e il riconoscimento degli stessi diritti per tutti, del rispetto delle diversità sinonimo di ricchezza intellettuale. “Zero” condanna le dinamiche discriminatorie: da quegli atteggiamenti che appaiono invisibili e inconsapevoli a quelli che sfociano in parole dispregiative, fino ad arrivare ad atti violenti. “Zero” racconta la vita di ragazzi afro-discendenti che abitano a Milano, storie di amicizia, di amore, di crescita, ponendo l’accento su un mondo nel quale le differenze del colore della pelle non devono più essere fonte di pregiudizi. Tra gli obiettivi della serie, dopo la visione degli episodi di questa prima stagione, quello di generare una maggiore consapevolezza e di valutare le persone in base ai fatti, a prescindere dal colore della pelle. Tratto dal libro “Non ho mai avuto la mia età” – edito Mondadori – di Antonio Dikele Distefano, la serie ha una produzione italiana (Fabula Pictures), è composta da otto episodi in esclusiva su Netflix, e arriverà in streaming in 190 Paesi. E’ la storia di una società italiana ricca di culture diverse, incorniciata nelle varie sequenze da un’accurata selezione musicale e andrà in onda per la prima volta il 21 Aprile 2021. Il protagonista è un eroe moderno di nome Zero, un timido ragazzo afro che vive in un quartiere di periferia di Milano. Il giovane Zero/Omar è il protagonista, interpretato da Giuseppe Dave Seke, che dopo essere stato minacciato da un criminale di zona, scopre di avere un super potere: quello di diventare invisibile. Da quel momento potrà mettersi in salvo e conoscere i veri pensieri, gli atteggiamenti e le intenzioni di coloro che non riusciranno più a vederlo.

Nel cast Maria De Sousa raffigura la mamma di Sharif (Haroun Fall) uno dei protagonisti, che abbiamo intervistato per W ALL WOMEN MAGAZINE, di cui è la fondatrice.

Maria De Sousa

Qual è il tema centrale di Zero?

Il tema centrale di Zero è senz’altro l’Italia in tutte le sue sfumature, la questione dell’inclusione nella quotidianità attraverso lo sguardo delle nuove generazioni multiculturali.

Un Super eroe afro, in Italia è una novità...

Sì, in Italia è una rilevante novità e come attrice sono molto felice di aver preso parte a questo grande progetto che rispecchia il desiderio di tanti attori italiani di diversa provenienza culturale. Da alcuni anni la mia associazione “Bianco Nero a Colori” si occupa di promuovere la rappresentatività, l’inclusione e le pari opportunità nel mondo dello spettacolo e del cinema, quindi questa realizzazione è una grande soddisfazione ed è la prova che siamo in un momento di svolta importante, con una presa di coscienza di una società che sta effettivamente cambiando.

Cosa ha pensato quando ha letto il copione?

Ne sono rimasta entusiasta. Questo progetto, credo fortemente che avrà un marchio storico, azzarderei a dire che rispecchierà una svolta epocale nel panorama italiano, perché aprirà le porte ad un nuovo modo di raccontare quelle storie che mostrano la reale società multiculturale, aprendo finalmente una finestra su una narrativa – ormai necessariamente – inclusiva, fatta di racconti e rappresentazioni non prettamente stereotipati. Qui si intravede la speranza di vedersi finalmente valutati per il talento personale, e non per la provenienza.

L’invisibilità diventa un potere. Perché?

Diventa il potere della risposta: una risposta a tutti quegli sguardi spesso crudeli rispetto alla “diversità”, un modo di affrontare il problema della discriminazione. L’invisibilità aiuta, come un super potere, a conquistare l’indifferenza il distacco.

Di Marina Iuvara

Photo Credit: © in copertina Netflix- Fabula Pictures

Da You Tube, il Teaser ufficiale