Riccardo Gubiani, “più Made in Italy nella rinascita della moda”

Colori, raffinatezza, creatività per intrattenere e sorprendere. Per rinascere, anche a porte chiuse.

La moda in Italia non si ferma, ed è pronta a rialzarsi dalla crisi che ha duramente messo alla prova il mercato nazionale ed estero, ripensando e mettendo in campo le soluzioni che più si adattano a questo periodo di emergenza sanitaria da Covid-19.

Se molte sono state le cancellazioni delle sfilate in presenza annunciate dalle maison per la primavera- estate 2021, il Milano Fashion Week, come la maggior parte dei grandi show, si svolgerà alternando il reale – dove possibile e rivolto a un pubblico selezionato –  alla dimensione virtuale.

Seguendo il caso di successo della conversione a 360 gradi al digitale della Fashion Week di Tokyo e Shanghai, gli appassionati di moda e glamour, potranno seguire in diretta streaming i défilé sulle nuove “passerelle- piattaforme”, entrare nei back stage su Google e Youtube, ma anche commentare le nuove tendenze su Instagram e Facebook.

Tra una critica e un’altra, grandi maison come, ad esempio, Prada, Missoni, Ermanno Scervino, Luisa Beccaria, Gabriele Colangelo, DSquared2, dicono “sì” alle sfilate a portata di click e accolgono gli strumenti digitali per portare l’eccellenza italiana nel mondo.

Ma cosa vuole dire davvero questo cambiamento per chi crea e per chi vive ogni giorno la moda dal suo interno?

Una testata che esplora la femminilità come W All Women Magazine, non poteva non approfondire questo argomento, che coinvolge brand nazionali, aziende, agenzie di moda e tutti gli addetti del settore.

Abbiamo scelto di farlo con l’intervista a un esperto del management di moda, di eventi di Luxury e Fashion retail di portata mondiale, come Riccardo Gubiani.

Titolare dell’agenzia New Maveric Events, proprietaria di  numerosi  brand e agenzia di modelle internazionali, Gubiani ha organizzato nel corso degli anni oltre cento eventi e sfilate lavorando con i più affermati stilisti italiani e stranieri. Tra i tanti: Lorenzo Riva, Gattinoni, Gai Mattiolo, Nino Lettieri, Fausto Sarli e moltissimi stilisti emergenti. Ha portato il suo contributo in manifestazioni come Bucarest Fashion Week, Rome Fashion Week, Vienna Fashion Week, Milano Fashion Week, London Fashion Week e Miami Fashion Week.

Attualmente, il team di Gubiani sta lavorando per il brand Victoria Torlonia con grande entusiasmo riposto nei confronti della stilista. Inoltre, Gubiani è impegnato nella preparazione di un video di moda che interpreta con innovazione il tema della rinascita, un auspicio per il superamento di questa crisi sanitaria. Il video, realizzato da una produzione cinematografica internazionale, vede protagoniste un gruppo di giovani donne, offrendo intermezzi di musica e danza.

E tra i numerosi progetti che si completano e si arricchiscono attraverso il linguaggio audiovisivo, lo studio di un reality sulla moda e sei grandi show internazionali, programmati in assenza di pubblico o rivolti a un pubblico limitato, nel rispetto della sicurezza.

Come e quando è nata la sua passione per la moda?

“La mia passione per la moda è nata in realtà per una serie di contatti avuti in Romania, dove ho conosciuto Riccardo Gai, titolare della Riccardo Gai Model Management e Vittorio Zeviani,  fondatore dell’agenzia Why Not. Ho cominciato a fare degli scouting per loro e per gli stilisti, selezionando per loro delle modelle a Milano. Da qui, la mia passione è cresciuta; ho cominciato a lavorare per 15 anni come organizzatore di eventi e in qualità di promotore della moda italiana nel mondo. Con mia grande soddisfazione, ho portato molti stilisti nazionali a lavorare all’estero, in particolare, per Fashion Tv”.

Può sintetizzare le tappe più salienti che lo hanno visto organizzare Alta Roma e i diversi Fashion Week?

“Per Alta Roma abbiamo più che altro fornito servizi e casting di modelle, mentre abbiamo realizzato eventi, show, e sfilate collaterali in Italia e all’estero. Tra i tanti: il Mamaia Fashion Week in Romania, un Paese dove la moda italiana è molto seguita e fortemente amata; il Bucarest Fashion Week per 8 anni, dunque con 16 presenze e sempre sotto l’egemonia di Fashion Tv. Devo dire che molti dei nostri stilisti hanno avuto il loro battesimo internazionale grazie a me. Parlo, ad esempio, di Giada Curti, Nino Lettieri, Tina Arena e tanti altri ancora”.

Come avete proseguito il vostro lavoro durante l’emergenza sanitaria e quanto avete perso in termini economici?

Nel 2020 la nostra società ha fatturato zero! Abbiamo investito solo nello studio di nuovi progetti. Crediamo profondamente in una rinascita “violenta”, nel senso che ci sarà una grande voglia di fare tutto non appena si potrà ripartire come prima. Occorre quindi dare alle persone con dovuto anticipo gli strumenti per poter mettersi in gioco e tornare sul mercato. Purtroppo, abbiamo assistito al crollo delle aziende di molti amici che hanno dovuto ritirarsi nonostante la loro passione, il loro impego e la loro creatività.  Noi siamo tra i fortunati che non si sono fermati… Per il 2021 abbiamo un grande evento di moda italiana a maggio a Sharm el-Sheikh; sei eventi di moda; due videoclip e un reality. Sarà un anno molto intenso!”

Qual è stata la reazione di modelle, degli stilisti e del suo team allo spostamento dal reale al virtuale?

“Il soggetto-modella ha dovuto reagire cercando di rimanere presente sul mercato, lo ha fatto virtualmente, quindi senza sentire l’atmosfera della passerella, ma aderendo ad iniziative di shooting in live streaming su Internet e con una forte presenza sui social. Da parte nostra, abbiamo aumentato il portfolio fotografico di ogni modella realizzando, in media, uno shooting ogni 15 giorni, a porte chiuse, e sempre con le dovute precauzioni. Abbiamo avuto anche la consulenza di un’azienda sanitaria che ci ha seguito in questo percorso orientandoci per garantire la sicurezza di tutti. Lo stesso discorso delle modelle vale per i make-up artist e i fotografi: li abbiamo “dirottati” al virtuale per restare sempre presenti nella comunicazione”.

Può fornirci qualche anticipazione dei prossimi Fashion Week?

“La prima è una sfilata che organizziamo a maggio con il Ministero del Turismo Egiziano e che coinvolgerà 400 ospiti – rigorosamente distanziati secondo le leggi vigenti in Egitto. Portiamo un prêt-àporter made in Italy con Gai Mattiolo e Parah, per i costumi da bagno. Saranno presenti all’evento circa 60 inflencer mondiali, soprattutto donne influencer che indosseranno i capi e commenteranno in diretta le novità dei brand”.

Quali sono i prossimi progetti in cantiere?

“Stiamo realizzando un video sul tema della rinascita, ma non posso svelare altro. Diciamo che sarà un tributo alla vita, alla speranza, ai colori e alla femminilità che cerchiamo di rappresentare e valorizzare con la moda in tutte le sue sfumature”.

Quale desiderio vuole ancora realizzare in termini professionali e non solo?

“Continuare a portare il made in italy nel mondo. La felicità e il benessere dei miei familiari.”

di Elena Rossi