Nicoletta Re, in un libro la sua battaglia vittoriosa contro il cancro

Per 17 anni Nicoletta Re ha combattuto contro la malattia, all’inizio nemico invisibile con il quale ha dovuto imparare a convivere, a conoscere fino a sconfiggerlo: la leucemia mieoloide cronica (LMC). E’ piombata all’improvviso nella sua vita, a soli 32 anni, dopo una laurea in Economia e Commercio alla Cattolica e nel mezzo di una carriera ben avviata come product e trade marketing manager in Unilever, a Milano. Si chiude un capitolo e se ne apre un altro fatto di sofferenze che la porta a scoprire davvero se stessa.

Un libro-diario nel quale Nicoletta ci confida e ci affida tutte le emozioni e i pensieri che l’hanno accompagnata nel corso della sua battaglia contro il cancro. Due anni dopo la terribile diagnosi il primo trapianto, nel gennaio 2000, a Seattle, e il rigetto del trapianto dal quale sopravvive miracolosamente. Poi anni di cure al San Gerardo di Monza con farmaci sperimentali ed infine il secondo trapianto nel 2014, l’attesa dei 100 giorni post intervento e l’anno dopo la ripresa del normale funzionamento del suo midollo. 

Una battaglia combattuta con il sostegno determinante e amorevole della madre, Federica e del marito, Roberto, sempre presente nel modo giusto, e di tante figure mediche cruciali, tra cui la sua psiconeuroimmunologa, Eliana, che ha poi aiutato ad aprire Buddhaman, centro per la cura e la riabilitazione di pazienti con il cancro.

Si può guarire ma bisogna sapersi affidare ai medici” racconta Nicoletta a W ALL WOMEN MAGAZINE. Era stata proprio Eliana a consigliarle di tenere un diario, quindi per anni ed anni Nicoletta ha scritto ogni giorno. La scrittura è anche terapia e nel suo caso ha portato frutti importanti nel suo percorso di ripresa fisica e psicologica, ma anche oltre. “Nella camera sterile dopo il trapianto non puoi fare nulla a parte leggere, guardare la tv e scrivere. Per me è stato un rituale quotidiano che mi ha permesso di avere una normalità in una situazione che non lo era. Mi ha permesso di recuperare più velocemente” spiega l’autrice. Per Nicoletta scrivere era necessario soprattutto per gli altri pazienti in quanto lei aveva già seguito un percorso ad hoc per elaborare il suo vissuto dopo il primo trapianto andato male e gli anni di cure. “Una scelta che trovavo necessaria per gli altri, per aiutarli a dissipare le paure, a dar loro speranza e fiducia, per accompagnarli e consigliarli nel loro percorso di malattia e recupero dalla LMC” sottolinea Nicoletta.

Ogni anno in Italia la leucemia mieloide cronica rappresenta circa il 15% dei casi di leucemia e colpisce circa 1.150 persone, più uomini che donne, con una tasso di incidenza stimato di 1-2 casi all’anno ogni 100 mila persone.  

Per me la malattia è stata un fulmine a ciel sereno che mi ha trasformato come persona. E’ nella sofferenza che si cresce. Il viaggio più bello è stato quello di imparare a conoscere me stessa, ad acquisire la consapevolezza di quello che stavo vivendo” racconta ancora l’autrice. Oltre a trasformarla come persona, la malattia ha reso Nicoletta più empatica, in grado di capire la sofferenza altrui quindi di aiutare i pazienti che si trovano nella sua stessa situazione. Nel 2009, assieme ad altri 9 pazienti ha costituito l’Associazione Italiana Pazienti Leucemia Mieloide Cronica (AIPLMC), alla quale ora dedica le sue giornate. Nicoletta va a casa dei pazienti per seguirli ed accompagnarli nelle cure, in rete con l’ematologo. “Sono loro che ti danno più di quello che ricevono da me. Questo impegno mi fa stare bene. Poi ci sono gli eventi da organizzare, gli appuntamenti on-line con medici specializzati per approfondimenti sulla patologia: è un impegno che è diventato un lavoro a tutti gli effetti” conclude l’interlocutrice, soprannominata affettuosamente dai medici “l’esperta di trapianti”. Con la sua vicinanza quotidiana ai pazienti affetti da LMC e con il suo diario “In viaggio per la vita” Nicoletta ha messo e mette in circolo tanta speranza ma soprattutto tanto amore.

Di Véronique Viriglio