NERI ITALIANI BLACK ITALIANS: “IN GIOCO I DIRITTI DI TUTTI”

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“In pieno lockdown a seguito della morte di George Floyd, per raggiungere e far partecipare anche un pubblico giovane, come NIBI Neri Italiani Black Italians – associazione con un gruppo DI 17 mila membri su Facebook – sui Social abbiamo lanciato una campagna di solidarietà con la pubblicazione di centinaia di foto di utenti con la scritta “I can’t breathe” contro la violenza e il razzismo. Facendo rete e insieme ad altre realtà, lo scorso 7 giugno, in 10 mila ci siamo radunati in Piazza del Popolo per una manifestazione pacifica, per un momento emozionante di condivisione collettiva, con un folta presenza di giovani. Oltre al ricordo di Floyd sono state denunciate forme di razzismo, discriminazioni, violenze e mancati diritti dei neri che vivono in Italia. Sono stati letti ad alta voce i nomi di tutti i migranti, braccianti morti nelle campagne per raccogliere quello che mangiamo. Alla base delle nostre iniziative e campagne c’è la consapevolezza che il razzismo anti-nero sia anche la conseguenza di un sistema di gestione dei flussi migratori obsoleto ed inefficace che va riformato con urgenza per creare un futuro più inclusivo, interculturale e di maggiori diritti per tutti, aggiungendone alla collettività e senza toglierne a nessuno.

È altrettanto necessaria una riflessione sul passato e sul sistema coloniale italiano, una giusta e corretta conoscenza della Storia, soprattutto da parte dei giovani, e una diversa rappresentanza, una nuova narrazione nell’immaginario collettivo. Sulla questione dei diritti, la priorità è l’approvazione della legge di cittadinanza Ius Culturae: un diritto civile di tutti, un vuoto democratico da colmare con un provvedimento atteso da oltre 10 anni che finalmente riconosca come cittadini italiani bambini, ragazzi nati o cresciuti qui e che siedono sui banchi di scuola fin da piccoli, oltre 800 mila tutt’ora senza cittadinanza. Fanno parte del tessuto sociale ed economico del Paese ed è giusto riconoscerli, anche burocraticamente. Lottare per i diritti, conto ogni forma di discriminazione significa anche lottare contro i decreti sicurezza che, tra l’altro, prolungano di 2 anni il diritto di cittadinanza.

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Per colmare un vuoto narrativo e culturale, i media mainstream – Rai in primis – dovrebbero diffondere più contenuti di qualità sulle tematiche legate a migranti e cittadini neri, dando loro maggiore visibilità diretta, facendoli parlare in prima persona. Va anche riconosciuto, fatto conoscere e ricordato il contributo degli afro-discendenti, e non solo, alla Storia d’Italia, a cominciare da monumenti, statue e busti, come quelli del Risorgimento collocati a Villa Borghese. Prossimo appuntamento di questa lunga ‘marcia’ di consapevolezza e in difesa dei diritti di tutti è la manifestazione nazionale del 3 ottobre Ius Culturae Articolo 3, organizzata da tante realtà e associazioni, tra cui la nostra. NIBI si batte contro ogni forma di discriminazione, con il nostro motto “Uniti Siamo, Insieme Possiamo”.

Vogliamo riprendere l’Ubuntu africano, mossi dalla convinzione che le diversità vanno valorizzate, puntando su ciò che ci accomuna piuttosto che su ciò che divide. È questa la miglior risposta cittadina a un sistema xenofobo costruito ed alimentato da una certa politica che, a tavolino, ha ingigantito il fattore migratorio, presentandolo ormai da anni come una invasione, che in realtà non c’è. O meglio, i flussi migratori ci sono sempre stati, ma in un periodo storico come questo è necessario gestirli consapevolmente e nel rispetto dei diritti umani”.

Diana Pesci
Attivista dei diritti umani e vicepresidente di NIBI, associazione attiva dal 2015