METRO ROMA OMAGGIA PARTIGIANO NERO GIORGIO MARINCOLA

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A Roma una stazione della linea C della metropolitana sarà intitolata a Giorgio Marincola, il giovane partigiano nero italo-somalo che morì nel maggio 1945 combattendo i nazisti in Val di Fiemme, dando la vita per la giustizia e la libertà. L’assemblea Capitolina ha approvato una mozione con 27 voti favorevoli, 4 contrari e 4 astenuti. In Campidoglio la sindaca Virginia Raggi ha poi incontrato i protagonisti di questa piccola grande battaglia per il riconoscimento del contributo di Marincola alla guerra di Liberazione: non è solo simbolico ma l’inizio di un necessario percorso di destrutturazione del passato coloniale e di riscrittura della memoria collettiva di una Roma che nel guardare al futuro deve riappropriarsi della sua essenza storica, quella di una città da sempre multiculturale.

La storia di questa mozione ha avuto inizio il 19 giugno scorso con la proposta di Massimiliano Coccia di intitolare la fermata a Marincola, rilanciata e sostenuta da Roberto Saviano e poi condivisa da centinaia di persone su Facebook. Il progetto è stato sostenuto da una petizione online su www.change.org, che ha raccolto 2500 firme in poco tempo. Tra i principali promotori ci sono Antar Marincola, nipote di Giorgio, l’ex assessore Paolo Masini, Amin Nour di Nibi, Paolo Barros e il gruppo di Black Lives Matter Roma, che insieme hanno creato le condizioni affinché in Aula il Movimento Cinque Stelle e il Partito Democratico votassero una apposita mozione. Così la fermata Ipponio della Metro C porterà il nome di Marincola: nato in Somalia nel 1923 da madre somala e padre italiano – maresciallo maggiore di fanteria – Giorgio è cresciuto a Pizzo Calabro per poi trasferirsi a Roma nel 1933 ed arruolarsi nella resistenza col Partito d’Azione.

Pur non essendo un cittadino italiano come gli altri, o meglio non pienamente cittadino poiché nero, Marincola non ha avuto dubbi nello scegliere da quale parte stare e quale battaglia combattere. Quella contro i nazisti che in Val di Fiemme hanno compiuto il loro ultimo eccidio in territorio italiano. La fermata in questione sorge a pochi passi di Via dell’Amba Aradam, l’arteria cittadina che collega Porta Metronia a Piazza San Giovanni in Laterano, così battezzata per celebrare la vittoria ‘italiana’ nella battaglia etiope sul monte omonimo, inaugurata da Mussolini in persona il 21 aprile 1936. Con la stessa azione di memoria inclusiva, gli attivisti hanno ottenuto l’inserimento della dicitura “luogo dove l’esercito italiano compì un grave eccidio coloniale delle popolazioni etiopi” sotto il controverso nome della via.