L’ITALIA DELLE DONNE

Rinascere dalla Terra

Ricostruirsi, rinascere, riabilitarsi, ripartire dalla terra e dai suoi frutti. Con questi obiettivi nasce in Molise il progettoA.S.P.Em. – Agricoltura Sociale per la Promozione dell’Empowerment di donne e famiglie monoparentali con minori dall’unione delle due cooperative sociali Kairos Be Free. Il progetto impiega le donne nella raccolta delle olive e nella produzione dell’olio EVO, dopo un periodo di formazione garantendo occupazione e autonomia economica a chi ha subito situazioni di violenza o di sfruttamento sessuale.  L’intenzione è anche quella di colmare un vuoto occupazionale femminile nella regione “attraverso la valorizzazione della filiera agricola e produttiva del territorio” – scrivono le cooperative coinvolte – “puntando all’inserimento socio-lavorativo delle utenti delle strutture antiviolenza”.

Photo Credit ©: Pagina FB @Aspem

Fatima, la lingua diventa famiglia

“25 ottobre 1984, provincia di Modena. Mia madre ha le contrazioni, non c’è nessun parente a tenerle la mano, nessun parente a tradurre per lei una lingua che le fa strano, che non somiglia a nessuna idea di famiglia. Non ancora…” così Fatima Boutouch inizia a interpretare il racconto della sua storia, in soli 2 minuti, davanti al pubblico e la giuria del programma televisivo Italia’s Got Talent. Fatima è una ragazza figlia di immigrati marocchini, che padroneggia magistralmente la lingua italiana e ha permesso a sua madre di riconoscere questa lingua come famigliare trasformandola in poesia, attraverso cui racconta la sua storia e quella della sua famiglia. Gli scritti di Fatima, pubblicati nella raccolta Come alberi, affrontano temi legati all’immigrazione, alla discriminazione, alla maternità, al distacco e alla distanza dai propri affetti o dalla terra d’origine. Fatima non vive più in Italia, ma in Inghilterra perché forse questo paese iniziava a starle un po’ stretto e perché rincorre la sua curiosità verso il mondo. Ma soprattutto perché, come molti di noi, da giovane donna con tanta storia alle spalle, come scrive nel suo racconto, si trova a “ripensare alla mia realtà indivuale, nel mentre di una pandemia globale”.

Photo Credit ©: Pagina FB @Fatimouch

Le voci delle cineaste

Di cinema si può sempre parlare, anche se in pandemia non possiamo vederlo. Soprattutto si può parlare di quella nicchia fatta di registe che raccontano la diversità e l’inclusione in un settore che sembra essere aperto alla cultura senza dar conto all’identità di genere ma che in realtà “è ancora un ambiente dominato dagli uomini, come molti altri. Si tratta quindi di far emergere l’esistente, dando maggiore visibilità a registe, concorsi, festival e iniziative che non seguono la corrente” racconta la critica Chiara Zanini in un’intervista al portale web Cinemaitaliano.info. Per raccontare disparità e opportunità la critica cinematografica ha creato una newsletter dal nome Cineaste. In queste missive virtualivengono raccolte riflessioni, consigli, idee e racconti di un mondo che anche se al momento non si vede, continua ad esistere, resistere e crescere.

Laika nei Balcani, sulle rotte dei migranti

Al confine tra Bosnia e Croazia, fino a qualche giorno fa c’era solo freddo e isolamento. Ma da una settimana quattro opere d’arte campeggiano nelle rotte dei migranti come fari di speranza e rivolta, di qualcuno che si è accorto di loro, del passaggio di quegli uomini, donne e bambini tra i boschi e la neve. Laika, street artista italiana di fama mondiale, ha creato e affisso quattro nuove opere in quella rotta, opere dure che urlano contro l’indifferenza dell’Europa. Le opere realizzate raffigurano un uomo di spalle in un bosco innevato, con la schiena nuda e ferita nella quale mostra due grandi cicatrici a forma di lettere: EU; il volto di un bambino con stalattiti che partono dagli occhi al posto delle lacrime; un bimbo che salta una corda di filo spinato tenuta in mano da due poliziotti in tenuta antisommossa e una donna dietro un recinto che grida Aiuto all’orecchio di Ursula Von der Leyen, la quale non vuole ascoltare. Il grande J’accuse di Laika è verso l’Unione Europea, a cui si chiede accoglienza e soprattutto decisione nel fermare il traffico di esseri umani. 

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Coccadoro Arance Amare, l’arte del riciclo

Non tutto ciò che è scarto va buttato. Lo sanno bene quattro amiche di Palermo, Daniela, Christine, Roberta e Anna che in pieno lockdown hanno scelto di muovere l’immobilità e creare una cooperativa sociale con l’obiettivo di “promuovere iniziative di cambiamento sociale e sensibilizzare e informare sui processi e sui temi sociali e ambientali, finanziando e sostenendo progetti e attività che si occupano di genere, ambiente ed educazione” scrivono nel loro sito Coccadoro. Ma questo non è solo un sito ma un vero brand con uno store online dove gli “scarti d’autore” riprendono vita e diventano nuove creazioni. I tessuti riciclati diventano borse, oggetti, vestiti e cimeli con l’obiettivo del riciclo dei materiali e di “un percorso di produzione che si sviluppa sulla sostenibilità delle materie prime utilizzate, nell’ottica responsabile del riuso e del post-consumo, facendo attenzione che le produzioni non sfruttino l’ambiente e le risorse umane impiegate” specificano. Le quattro amiche sono tutte professioniste, dalla grafica al design e hanno in comune la città di Palermo, roccaforte del loro legame e della loro creatività.

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Il Cantiere delle donne

Gennaio 2020, una cena tra amiche e conoscenti. Chiacchierando viene fuori un’idea, forte, necessaria, collettiva: il Cantiere delle donne. Nasce quindi sui social “un gruppo di influenza o anche un think tank di riferimento per le istituzioni e per chi appartiene alla politica per elaborare proposte di cambiamento e richieste che possano facilitare la vita di tutte le donne” come spiegano le amminstratrici e redattrici Micaela Faggiani, Antonella Benanzato, Alessia Da Canal, Laura Eduati, Lisa De Rossi, Silvia Pittarello. L’obiettivo è chiaramente quello di creare una rete “uno spirito di combattiva solidarietà per cambiare a piccoli passi un ambiente ancora pensato e organizzato dagli uomini” raccontano. Il gruppo conta più di 5000 iscritte che rafforzano lo slogan delle ideatrici: siamo tante, e non staremo più zitte.

Photo Credit ©: Pagina FB @ilcantieredelledonne

Addio a Cecilia Mangini

A gennaio ci ha lasciato Cecilia Mangini, incredibile documentarista, sceneggiatrice, fotografa ed esploratrice dell’universo femminile e di tutte le emarginazioni. E’ considerata la prima documentarista donna in Italia, lucida e vivace, con sensibile narrazione ha raccontato le donne, il meridione, il fascismo, la censura. Ultimamente, in un’intervista alla Repubblica aveva raccontato che durante il lockdown ciò che le mancava di più erano le librerie poiché il tempo a sua disposizione si stava accorciando e così anche il tempo per leggere e scoprire. A noi, oggi, il compito di spendere il nostro tempo a formarci sul suo lavoro di una vita.

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Larissa Lapichino, promessa italiana dell’atletica

L’atletica italiana ha un promessa ed è Larissa Lapichino, incredibile atleta distintasi nella prima giornata Campionati italiani juniores e promesse indoor di Ancona. Capace di superare se stessa per ben tre volte, stabilisce il primato italiano Under 20 nel salto in lungo. Buon sangue non mente, Larissa è infatti figlia di Fiona May dalla quale ha sicuramente ereditato concentrazione, forza e costanza di allenamento. E’ la seconda al mondo e in Europa, a due centimetri dalla tedesca oro mondiale Malaika Mihambo ed è la seconda azzurra di sempre indoor perché la prima è ancora, imbattuta, sua madre Fiona.

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* di Antonella Graziani – 35 anni, appassionata di storie, racconti e giornalismo. Con un’inchiesta sul traffico di esseri umani con disabilità ha partecipato al Premio Roberto Morrione per il giornalismo investigativo da cui è nato il libro “La Fabbrica dei Mostri”, edito da Kogoi Edizioni e di cui è un’autrice. Oggi lavora nel marketing e nella comunicazione.