LA PSICOLOGA

Essere madre ai tempi del Covid e del distanziamento sociale
Photo credit: Patrizia Porcina

Mentre ci godiamo gli ultimi giorni di un estate surreale con alle spalle un periodo senza precedenti legato alla pandemia e alle misure di distanziamento sociale (ancora in atto peraltro!) e guardiamo con un certo timore l’autunno che verrà, raccogliamo con piacere l’invito a riflettere sulla condizione della donna in questo periodo e in particolare su quelle che sono madri, che in varia misura, sono state chiamate a “prendersi cura” dei propri figli al di là della normale funzione materna, vicariando tutti quei compiti e ruoli rimasti sospesi per via del lockdown.

Il nostro osservatorio è interno all’Associazione Il Melograno Centro Informazione maternità e nascita che da quarant’anni, nelle diverse sedi in Italia, è accanto alle donne e agli uomini che crescono figli dalla nascita ai primi 3 anni di vita di bambine e bambini e si occupa di accogliere e dar voce ai bisogni delle donne che decidono di diventare madri nel nostro paese.

Essere madri in Italia è oggi ancora una dimensione prevalentemente familista e privata. La responsabilità della cura ricade ancora troppo sulle spalle delle madri e, in seconda battuta, sui padri e sulla rete parentale che circonda la famiglia. Il nostro modello culturale, sociale e, in ultima istanza, anche politico, si appoggia ancora molto su questo modello patriarcale secondo il quale i figli sono ancora “di proprietà” esclusiva della famiglia e la loro cura tocca soprattutto alle madri. Questo modello confligge però con quello che sta succedendo nel mondo, nelle nostre economie, che richiedono vi sia un doppio reddito per la sostenibilità economica delle famiglie e va da se che il lavoro delle donne è diventato indispensabile. Questo modello economico presuppone quindi una presenza di donne nel mercato del lavoro, e dunque nella vita “pubblica” del Paese, sempre più necessaria per la sostenibilità e il benessere collettivo. Una dimensione che non può però essere più sostenuta senza una corrispondente e, soprattutto adeguata, assunzione di responsabilità e condivisione della cura dei figli da parte di soggetti esterni alla famiglia, non solo i servizi dello Stato, il terzo settore, le aziende, ma anche più in generale la comunità e la collettività.

In questo contesto generale si inserisce anche il tema della condizione delle madri in Italia, una forza sociale ed anche economica poderosa ma dalle potenzialità ancora non riconosciuta seppur espressa in mille modi, oggi anche in presenza di un lockdown, che potrebbe, con più sostegno e supporto, essere messa al servizio del benessere delle famiglie e della nazione nel suo complesso.

Scommettere sulle madri come forza sociale determinante per la crescita e lo sviluppo del Paese richiede certamente un cambiamento culturale nella mentalità collettiva, prima ancora che cambiamenti concreti e speriamo che l’eccezionalità di questo periodo storico ci aiuti sia a realizzare questi cambiamenti che e a rimettere la nascita dei bambini al centro della vita della sua comunità affinché possa tornare ad essere un bene comune.

Dott.ssa Patrizia Porcina
Psicologa esperta in Psicologia Perinatale Psicoterapeuta - Presidente e socia fondatrice Il Melograno Centro Informazione Maternità e Nascita