La gioia di Paola Egonu, portabandiera a Tokyo 2020

Alla cerimonia di apertura di Tokyo 2020 Paola Egonu, la pallavolista dell’Italia Team, ha sfilato con la bandiera olimpica, come portabandiera del vessillo a cinque cerchi, assieme ad alcuni atleti di altri Paesi, per questa edizione delle Olimpiadi nel segno del Covid.

Paola Egonu alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi (Facebook)

La 22enne veneta di origine nigeriana è stata scelta su indicazione del Coni al Comitato olimpico internazionale (Cio). “Sono molto onorata per l’incarico che mi è stato dato a far parte del Cio per portare la bandiera olimpica” ha commentato euforica l’atleta, nativa di Cittadella, in provincia di Padova. “Mi sono emozionata appena il presidente Malagò me l’ha detto, perché mi ritrovo a rappresentare gli atleti di tutto il mondo ed è una grossa responsabilità: attraverso me esprimerò e sfilerò per ogni atleta di questo pianeta” ha sottolineato Egonu.

Sui media e sui social la notizia ha avuto ampio risalto e, fatta eccezione di alcuni commenti poco costruttivi, Egonu ha ricevuto un forte appoggio in quanto chiamata a rappresentare un’Italia multiculturale che riconosce i talenti dei suoi cittadini. Tutti.

Reazioni su Facebook

“Per adesso sono tranquilla ma so già che appena arriverò allo stadio e comincerò a prepararmi sentirò un po’ di tensione. Questa però è una cosa che succede una volta nella vita quindi me la godrò al 100%”: é con questo stato d’animo che la pallavolista azzurra ha vissuto le ultime ore prima della cerimonia odierna, svolatasi in uno stadio vuoto per lo stato di emergenza sanitaria decretato dal governo nipponico e il divieto di partecipazione del pubblico causa pandemia.

“Non c’è figura migliore di Paola Egonu, come donna e come atleta, per portare alla cerimonia di apertura di Tokyo 2020 la bandiera a cinque cerchi, un grande simbolo mondiale di fratellanza e lealtà, aldilà dello sport”, aveva commentato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, salutando “con gioia” la notizia che la scelta è caduta la pallavolista dell’Imoco Conegliano. “Paola è il simbolo di quanto di meglio lo sport e la società contemporanea possano presentare oggi: donna coraggiosa dentro e fuori il campo, esempio di perfetta integrazione, probabilmente, anche la migliore pallavolista che abbia mai calcato un parquet. Quella di Tokyo sarà la sua schiacciata più bella” ha aggiunto Zaia.

Paola Egonu (Facebook)

Paola è nata il 18 dicembre 1998 da due genitori nigeriani – papà Ambi e mamma Sunday – ed è cresciuta con due fratelli più piccoli, Angela e Andrea. Della sua grande famiglia fanno parte la cugina Terry Enweonwu, di due anni più giovane e anch’essa pallavolista italiana. Quella per la pallavolo è una passione coltivata sin da giovanissima: a 12 anni entra a far parte della squadra di Cittadella, dove ha deciso di rimanere anche quando la sua famiglia si è spostata a Milano e poi a Manchester, per lavoro. Nel 2013 raggiunge il Club Italia come schiacciatrice e opposto, con la quale ottiene il successo in Serie B, in Serie A2 e in Serie A1. La sua è stata un’ascesa rapida e nel 2015 viene convocata per la prima volta nella nazionale femminile di pallavolo. Dal 2017 gioca con l’AGIL Volley di Novara, e nel 2018 partecipa ai Mondiali in Giappone. Dal 2019 fa parte dell’Imoco Volley di Conegliano, dove ha vinto la Serie A1 nel 2020. Malgrado gli impegni sportivi, Paola si è diplomata in ragioneria con ottimi voti e vorrebbe iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza per diventare un giorno un avvocato.

Vignetta di Mauro Biani per omaggiare la scelta di Paola Egonu come portabandiera a Tokyo 2020

Domenica 25, Paola scenderà in campo per il match d’esordio dell’Italvolley femminile contro la Russia e si dice fiduciosa. “All’esordio ci arriviamo bene, abbiamo spinto per due mesi. Ogni giorno palla e pesi però l’abbiamo vissuta in maniera molto positiva. Ho la sensazione che tutte noi siamo maturate molto. Siamo qui con un obiettivo chiaro in testa, abbiamo lavorato e ci siamo messe a disposizione l’una dell’altra ed è molto bello lavorare così perché lo si fa più facilmente. Non vediamo l’ora che inizi tutto. Ora possiamo solo divertirci” ha detto Egonu ai media nazionali a due giorni dalla prima prova a Tokyo 2020.

Photo Credit: © Ansa – Facebook