COVID-19, DONNE IN PRIMA LINEA

Insieme affrontiamo le incertezze del presente

Sono passati più di sei mesi da quando, lo scorso 9 marzo, il governo italiano ha decretato il lockdown per arginare la pandemia di Covid-19. Metà di un anno in cui molte cose sono cambiate, non saranno e non possono più essere come prima. Il forte rimbalzo di casi di coronavirus registrati nel Paese e in Europa in generale, rende sempre più concreto il rischio di un autunno carico di nuove sfide e incognite. Dalla prima ondata di Covid-19 è forse giunto il momento opportuno di fare bilanci, trarre insegnamenti dalle esperienze vissute dalle donne che sono state in prima linea nella crisi sanitaria, tutt’ora irrisolta.

Ancora una volta, ancora più del ‘solito’, hanno dato prova di essere resilienti, multitasking, inventive e innovative, portando sulle proprie spalle la gestione della casa, del lavoro, della famiglia, dell’intero Sistema Paese. Mettendosi in gioco e in discussione, al prezzo di molti sacrifici patiti sulla propria pelle e di diritti persi. Se a parole questi pregi sono stati riconosciuti alle donne, dalle istituzioni ma non solo, purtroppo nella fase di ripartenza e ricostruzione post -Covid – che post non è affatto – le loro competenze e voci sono tornate in secondo piano, in alcuni casi quasi come rumore di sottofondo, con un passaggio di testimone affidato prevalentemente a uomini. Niente di nuovo in questa ‘nuova normalità’, come se i più fossero rimasti sordi all’appello di una impellente necessità di profondo cambiamento nel nostro rapporto con Madre Terra, tra noi ‘umani’ con le nostre diversità e fragilità.

Dove sono finiti i bei proclami di solidarietà, condivisione, parità e rispetto sbandierati in piena pandemia? “Non si può tornare alla normalità poiché la normalità era il problema” è stato uno degli slogan maggiormente rilanciati dai media e sui social.

Ciò che la pandemia mi ha insegnato è di lasciar andare le cose, di rendermi conto di quanto poco ho bisogno.

Per tutti questi motivi, nel primo numero costruito pezzo per pezzo dopo il lockdown, W- ALL WOMEN MAGAZINE ha voluto dedicare un ampio spazio a donne di vari settori di attività, competenze e background. Sono loro a raccontarsi in prima persona sona, affidandoci pezzi di vita vissuta, pensieri molto intimi e riflessioni costruttive. Hanno accettato di farlo con entusiasmo, senza filtri né censure e anche per questo le ringraziamo tutte, di cuore: Aminata, Antonella, Barbara, Elisa, Jada, Patrizia e Rahma. Una narrazione femminile e multiculturale necessaria come non mai, anche per guardare al futuro con autostima, ottimismo e fiducia.

Emblematiche le preziose parole della scrittrice Isabel Allende sulla pandemia e la paura, pubblicate in rete dal sito EticaMente. “Ciò che la pandemia mi ha insegnato è di lasciar andare le cose, di rendermi conto di quanto poco ho bisogno (…) Ci sta insegnando le priorità e ci sta mostrando una realtà. La realtà della disuguaglianza. Ci ha insegnato che siamo una famiglia. Quello che succede a un essere umano a Wuhan, succede al pianeta, succede a tutti noi. Non ci sono muri, non ci sono pareti che possono separare le persone. I creatori, gli artisti, gli scienziati, tutti i giovani, molte donne stanno prendendo in considerazione una nuova normalità. Non vogliono tornare a ciò che era normale. Si chiedono quale mondo vogliamo. Questa è la domanda più importante di questo momento. Quel sogno di un mondo diverso: dobbiamo andare lì”. Grazie Isabel.