ILIDE CARMIGNANI

Photo credit: ILIDE CARMIGNANI

Sono nata a Lucca dove vivo, sulle colline fra la città e il mare. Ho origini profondamente toscane: la mia famiglia è arrivata a Montecarlo di Lucca nel Quattrocento, da Carmignano, vicino Firenze. Ho fatto il Liceo classico, poi Lettere indirizzo Europeo a Pisa, un anno di PhD in Spanish Literature alla Brown University (USA), un Perfezionamento in traduzione letteraria a Siena. Faccio la traduttrice letteraria da circa trent’anni: ho tradotto un centinaio di libri, fra i miei autori ci sono Sepúlveda, Bolaño, Borges, Cortázar, Fuentes, Onetti, Paz, Neruda.

Tra i riconoscimenti ottenuti c’è il Premio di traduzione dell’Istituto Cervantes,il Premio Nazionale di Traduzione del Ministero dei Beni Culturali e il Premio Bodini per la mia nuova traduzione di Cent’anni di solitudine. Tra le avversità superate, sicuramente quella di essere riuscita a fare questo lavoro arrivando da un ambiente molto diverso, vivendo isolata in campagna e crescendo due figli. Non a caso la mia filosofia di vita è quella di fare un lavoro che mi piace.

E come obiettivi, direi proprio di avere meno obiettivi. Un ricordo custodito come se fosse un tesoro: da quando è mancato Luis Sepúlveda, sono diventati molto preziosi tutti i suoi ricordi. E come sogno nel cassetto, quello di prendermi un anno sabbatico. Una figura che mi ha ispirato molto è Renata Colorni, traduttrice, ex direttrice dei Meridiani Mondadori. Mi piace mangiare: un buon pane, un buon formaggio, un buon vino bastano a cambiarmi l’umore.

Sono sommelier e mi piacerebbe diventare assaggiatrice di formaggi ma non compro cibi costosi e non cerco novità raffinate, mi piacciono gli abbinamenti classici dei vari territori, non so, il Verdicchio col pesce fritto, plin e Dolcetto d’Alba, Santa Maddalena e canederli. È anche un modo molto piacevole di viaggiare.