DONNE DAL MONDO

UNA NIGERIANA ALLA GUIDA DEL WTO

Per la prima volta nella storia dell’istituzione, è una donna a guidare l’Organizzazione mondiale del commercio (Wto/Omc): l’economista nigeriana Ngozi Okonjo-Iweala. Due volte ministro delle Finanze della Nigeria e prima donna ministro degli Esteri, Okonjo-Iweala, 66 anni, si è formata come economista dello sviluppo, con due lauree al Massachusetts Institute of Technology (MIT) e Harvard. Ha trascorso 25 anni alla Banca Mondiale, diventando direttore generale e candidandosi per il ruolo più alto nel 2012, ed è vista come un pioniere nel suo Paese di origine. “Un Wto forte è essenziale se vogliamo riprenderci completamente e rapidamente dalla devastazione causata dalla pandemia del Covid-19. Insieme possiamo rendere il Wto più forte, più agile e più adatto alle realtà di oggi” sono state le sue prime parole dopo la nomina a nuova guida del Wto. (Photo Credit: ©Twitter @NOIweala)

Ngozi Okonjo-Iweala

IN ESTONIA PREMIER E PRESIDENTE DONNE, PRIMATO MONDIALE

Lo scorso 26 gennaio Kaja Kallas ha prestato giuramento, diventando la prima donna a guidare un governo in Estonia, affiancando un’altra donna, Kersti Kaljulaid, presidente del Paese baltico dal 2016. L’Estonia è il primo e il solo Paese al mondo ad avere donne nelle due principali posizioni di capo dello Stato e capo del governo. Le neo premier Kallas è leader del Partito riformista (destra liberale), ex europarlamentare, europeista, 43 anni. E’ “figlia d’arte”: suo padre è l’ex primo ministro Siim Kallas, in carica dal 2010 al 2014, che è stato anche commissario europeo ai Trasporti durante la presidenza Barroso. Il lavoro della prima premier donna in Estonia andrà ad affiancarsi della presidente Kaljulaid, 51 anni, capo dello Stato dal 2016, quarta in carica dall’indipendenza dall’Unione sovietica nel 1991. Laureata in genetica, ha poi conseguito un master in economia e scienza dell’amministrazione. Dal 1999 al 2002 è stata consigliera economica del premier estone Mart Laar, dal 2002 al 2004 CEO dell’impianto di Iru della compagnia di energia pubblica Eesti Energia, per poi diventare, fino al 2016, membro della Corte dei conti europea. (Photo Credit: © Reddit)

Kaja Kallas e Kersti Kaljulaid

ARABIA SAUDITA, DOPO MILLE GIORNI LOUJAIN E’ LIBERA

Dopo mille giorni di carcere duro, con isolamento, torture, sciopero della fame e violenza sessuale, è stata rilasciata in Arabia Saudita la nota attivista Loujain al-Hathloul, 31 anni, diventata simbolo della lotta per l’emancipazione femminile nel regno dei Saud. “Loujain è a casa!!!!!!!” ha scritto su Twitter la sorella Lina al-Hathloul. Era in carcere perché si era messa al volante quando era proibito alle donne guidare l’auto. Insieme ad altre attiviste, Hathloul conduceva una battaglia pacifica per il diritto alla guida e per la fine del sistema di tutela maschile in Arabia Saudita, che impone alle donne di ottenere il permesso da un tutore prima di fare diverse attività, tra cui viaggiare o sposarsi. Proprio il tentativo di entrare nel Paese dagli Emirati Arabi Uniti, al volante di un’auto, le era costato nel 2014 il primo arresto e la detenzione per 73 giorni. Allora come oggi per la sua scarcerazione era partita una vasta campagna internazionale. Per la seconda volta Loujain è stata arrestata nel maggio 2018 con una decina di altre donne attiviste, poche settimane prima della storica revoca del divieto di guidare l’auto in Arabia Saudita. E’ stata condannata con le accuse di aver collaborato con entità bandite dalla legge antiterrorismo – lei ha sempre sostenuto si trattasse di ong per i diritti umani e organi di stampa internazionale – aver incitato al cambio di regime e cercato di stravolgere l’ordine pubblico. (Photo Credit: © Avvenire)

Loujain al-Hathloul

PRIMA DONNA CON DIRITTO DI VOTO A SINODO VESCOVI

Papa Francesco ha nominato la prima donna con diritto di voto nel Sinodo dei vescovi: Nathalie Becquart, francese, 52 anni, è stata scelta come sottosegretario del Sinodo, una delle più importanti istituzioni permanenti del Collegio episcopale della Chiesa cattolica. Finora le donne, religiose o laiche, potevano intervenire nell’assemblea come “uditrici” o collaboratrici ma non avevano diritto di voto. Becquart era stata scelta nel 2020 tra le quattro donne “consultori” della Segreteria generale del Sinodo. La suora è stata direttrice del Servizio Nazionale per l’Evangelizzazione dei giovani e per le vocazioni della Conferenza dei Vescovi di Francia. (Photo Credit: © TPI)

Nathalie Becquart

MORTA CYCELY TYSON, PRIMA AFROAMERICANA A VINCERE OSCAR

Si è spenta a 96 anni, per cause naturali, Cicely Tyson, prima attrice afroamericana a vincere l’Oscar alla carriera. Figlia di genitori emigrati dai Caraibi, Tyson ha portato avanti una determinata battaglia contro il razzismo nel cinema, rifiutando di interpretare ogni ruolo che potesse essere denigratorio rispetto alle donne nere. Sbarcata ad Hollywood con il suo indimenticabile ruolo in “Pomodori verdi fritti alla fermata del treno” del 1991, la carriera di Tyson affonda le radici nel teatro di Broadway, portando avanti da sempre portato la causa contro il razzismo e l’ingiustizia sociale nel mondo dello spettacolo. Per quanto riguarda il cinema, una tappa importante della sua carriera lunga 70 anni è stata prima la candidatura agli Oscar, nel 1973, per il film “Sounder”, dramma di Martin Ritt. Nel 2018 è diventata la prima attrice afroamericana a vincere l’Oscar alla carriera, elevandosi a vera e propria icona nel mondo del cinema e non solo. Più recentemente è stata un volto noto della serie tv Abc “Le regole del delitto perfetto” (2014), trasmessa in Italia su Netflix. “Mi ha ispirato a camminare un po’ più in alto” ha reagito l’ex first lady Michelle Obama all’annuncio della sua scomparsa. (Photo Credit: © Wikipedia)

Cicely Tyson

BAYA, LA 16ENNE ALGERINA CHE ISPIRO’ PICASSO

Negli Usa, alla NYU’s Grey Art Gallery, primo tributo con una personale all’artista autodidatta algerina Baya Mahieddine (1931-1988) – nota come Baya – che influenzò Pablo Picasso e Henri Matisse. Usava la tempera come mezzo principale, raffigurava un mondo senza uomini ma pieno di immagini luminose di donne, natura e animali. I modelli audaci nel suo lavoro attiravano l’attenzione, ma la sua storia di vita ancora di più. Baya è nata Fatma Haddad, a Bordj el-Kiffan, un sobborgo balneare della città di Algeri, all’estremità nord-occidentale dell’Africa. Rimasta orfana all’età di 5 anni, è stata adottata da adolescente da Marguerite Camina Benhoura, un’intellettuale francese che ha notato il suo talento artistico sin dalla giovane età. Nelle sue case ad Algeri e nel sud della Francia, Benhoura fornì a Baya materiali artistici e l’accesso ai magnati dell’arte francesi e maghrebini. Nel 1947, quando Baya aveva solo 16 anni, fu scoperta da Aimé Maeght, un affermato mercante d’arte francese, e André Breton, che incluse le opere di Baya nell’Exposition Internationale du Surréalisme alla Galerie Maeght di Parigi. Molto rapidamente ha attirato l’attenzione di Picasso e Matisse, tra gli altri artisti di spicco, per le sue composizioni colorate, spontanee e “infantili”, ispirando tra l’altro la serie delle Donne di Algeri di Picasso (1955). (Photo Credit: ©artsy.net)

EPSON MFP image
Baya Mahieddine

AIR INDIA, VOLO AL FEMMINILE ED ECOLOGICO

Doppio primato per la Air India: lo scorso 9 gennaio il più lungo dei voli non-stop della compagnia di bandiera è decollato da San Francisco per atterrare 17 ore dopo a Bengaluru con a bordo un equipaggio di sole donne che hanno realizzato un risparmio energetico record. Ad attenderle al loro arrivo una folla in festa che ha celebrato il record di Zoya Agarwal, la più giovane pilota di Air India al comando di un Boeing 777 nel 2013, applaudita nel 2015 per aver salvato la vita di un passeggero, considerata un’icona femminile dell’aviazione del suo Paese. La sfida sulla tratta San Francisco – Bengaluru, Aggarwal l’ha vinta assieme alle colleghe pilota Papagiri Thanmai, Alanska Sonaware e Shivani Manhas. Su Twitter è stato condiviso migliaia di volte lo scatto che le ritraggono al loro arrivo, pollice in alto e volto rigorosamente protetto dalla mascherina, con l’hastag #womanpower. Insieme hanno conquistato il secondo primato: oltre ad essere il primo volo commerciale e il più lungo in assoluto pilotato da solo donne, con loro la compagnia aerea indiana ha anche raggiunto un green goal. L’AI-176 ha percorso 8.600 miglia, sorvolando il Polo Nord per risparmiare 10 tonnellate di carburante. Una rotta eccezionale, che ha richiesto più di un anno di preparazione perché il comandante Zoya Aggarwal si abituasse alla durata del viaggio, alle radiazioni solari e studiasse le piste di atterraggio.  Così sono entrate a far parte della storia, contribuendo ad accorciare il gap di genere radicato nella nostra società, non soltanto nel campo dell’aviazione.  Solo il 5% delle donne sono piloti, mentre è di sesso femminile l’80% degli assistenti di volo in tutto il mondo. In questo panorama di disuguaglianze, l’India si pone in controtendenza, con un 12% dei piloti che sono donne, la percentuale più alta a livello globale. (Photo Credit: © Tribune India)

Di Redazione