#BLACKHISTORYMONTH

Nel febbraio del 1986 il Congresso Usa approvò una legge che designò il mese di febbraio come il Mese della Storia nazionale degli afroamericani, il Black History Month, festeggiato da allora Oltre Oceano, con tanto di dichiarazione annuale dei presidenti in carica. Una ricorrenza diventata un’usanza anche in Canada e Gran Bretagna per celebrare l’importanza delle persone e degli eventi nella storia della diaspora africana.

Carter G. Woodson

In realtà il precursore del Black History Month è stato lo storico Carter G. Woodson e l’Associazione ASALH, che nel 1926 decretarono la seconda settimana di febbraio la “Negro History Week”, scelta proprio poiché coincideva con diversi compleanni di personaggi illustri quali Abramo Lincoln e Frederick Douglass. Obiettivo principale della commemorazione era quello di incoraggiare l’insegnamento coordinato della storia dei neri americani nelle scuole pubbliche della nazione. Ai tempi del lancio della “Negro History Week”, Woodson sostenne che l’insegnamento della storia africana era indispensabile per garantire la sopravvivenza fisica e intellettuale della razza all’interno della società. L’espansione dell’evento al Black History Month fu inizialmente proposta dai leader dei Black United Students della Kent State University nel febbraio del 1969. La prima della celebrazione del mese della storia dei neri avvenne proprio alla Kent State, un anno dopo. Nel 1976, durante il bicentenario degli Stati Uniti, l’espansione informale della negro history week a black history month divenne ufficialmente riconosciuta dal governo americano. Il presidente Gerald Ford si espresse a tal riguardo, sollecitando il popolo americano a “cogliere l’opportunità di onorare le doti troppo spesso trascurate degli afro-americani” (“seize the opportunity to honor the too-often neglected accomplishments of black Americans in every area of endeavor throughout our history”).

Il mese della storia dei neri viene celebrato anche nel Regno Unito a partire dal 1987. L’istituzione del black history month è generalmente attribuita al lavoro dell’analista ghanese Akyaaba Addai-Sebo e al Consiglio della Grande Londra. Nel 1995, dopo una mozione del politico Jean Augustine, la Camera dei comuni del Canada riconobbe ufficialmente febbraio come mese della storia dei neri. Nel 2008 il senatore Donald Oliver propose al Senato di riconoscere definitivamente tale ricorrenza, ottenendo un’approvazione all’unanimità.

Il Black History Month viene festeggiato anche in Italia, con una serie di iniziative su vari gruppi social, di festival e manifestazioni culturali, in particolare a Firenze.

Tuttavia è anche argomento di dibattito sull’utilità e sull’imparzialità di un mese dedicato alla storia di una singola razza. Molte perplessità riguardano inoltre il fatto che la storia nera venga relegata ad un solo mese e che venga banalizzata tramite il “culto degli eroi”.

Quest’anno il Black History Month ha avuto un eco tutto particolare, sulla scia delle proteste di Black Lives Matter, partite nel maggio 2020 da Minneapolis e poi diffuse in tutto il mondo. E’ una questione di rispetto dei diritti, di porre fine alle discriminazioni su base razziale e d’altra parte di valorizzare gli afro-discendenti, le loro culture, le loro creazioni, il loro talento, la loro identità e bellezza con lo slogan “Black is Beautiful”.

AFRO DISCENDENTI CHE HANNO FATTO LA STORIA

Sono tanti gli afrodiscendenti, noti e meno noti, che hanno partecipato alla Storia delle nazioni in cui sono nati, cresciuti o sono immigrati, e i cui nomi vengono rilanciati in occasione del Black History Month, per farli conoscere, per commemorarli come patrimonio comune dell’umanità, tutta.

W MAGAZINE ve ne presenta qualcuno:

William Dorsey Swann è la prima persona a identificarsi come drag-queen. Nato nella seconda metà dell’800 in schiavitù nel Maryland, dopo la liberazione alla fine dell’800 iniziò ad organizzare una serie di serate dedicate al ballo a cui partecipavano diversi uomini. Si definiva la Regina del Drag, parola che iniziò ad essere usata alla fine del XIX secolo per indicare appunto performance e balli in maschera, anche se l’etimologia del nome ha diverse interpretazioni. Per queste attività William Dorsey Swann venne arrestato numerose volte ed è il primo arresto documentato per interpretazione del sesso femminile. (Photo Credit: © Daily Mail)

William Dorsey Swann
Frantz Fanon

Frantz Fanon è stato un psichiatra, antropologo, filosofo francese del ‘900, rappresentate del movimento per la decolonizzazione. Originario della Martinica, discendente da una famiglia di schiavi neri e bianchi, scrisse l’opera I dannati della Terra oggi ritenuto il manifesto della lotta e cultura anticoloniale e terzomondista. Successivamente si impegnò nella ricerca degli effetti sulla psicologia dell’uomo del colonialismo, soprattutto sull’esperienza sociale di una persona nera in un contesto di bianchi. La sua seconda opera Pelle nera, maschere bianche influenzò il pensiero di molti rivoluzionari tra cui Che Guevara. (Photo Credit: © Wikipedia)

Audre Lorde poetessa e scrittrice, nata negli anni ’30 a New York di origini caraibiche. E’ stata tra le principali pensatrici a dare vita al femminismo intersezionale e a esaminare gli “assi dell’oppressione”, quelle dinamiche che rendono un soggetto socialmente privilegiato rispetto ad un altro che a sua volta ne rimane oppresso. Grazie ai suoi scritti Audre Lorde è diventata una persona chiave nella lotta contro le discriminazioni razziali e sessuali nell’America degli anni ’60. (Photo Credit: © Elsa Dorfman su Wikipedia)

Audre Lorde
Gladys Mae West

Gladys Mae West nata nel 1930 in Virginia, è una riconosciuta matematica che grazie alle sue competenze e alla sua tenacia è stata una delle prime donne nere a lavorare nel settore aerospaziale negli Stati Uniti. Il suo incredibile contributo nei progetti per i satelliti orbitali hanno contribuito in maniera determinante allo sviluppo del global positioning system (Gps) presente in molti device odierni. (Photo Credit: © Wikipedia)

Mary Jackson nel 1958 divenne la prima ingegnera nera della Nasa a cui, nel 2020, è stato intitolato il quartier generale della Nasa a Washington DC. La società che Mary Jackson si trovava a vivere negli anni della sua formazione e dell’inizio della sua carriera era quella delle segregazioni razziali, dove bianchi e neri non potevano usufruire degli stessi spazi e diritti. Non mancarono infatti le ovvie difficoltà di affermarsi come donna afroamericana in un settore professionale prevalentemente maschile, per questo si spese particolarmente per favorire l’assunzione delle donne nei dipartimenti scientifici e matematici della Nasa. (Photo Credit: © Wikipedia)

Mary Jackson

Miriam Makeba è conosciuta con il nome di Mama Africa l’iconica cantante afroamericana di jazz e world music. Di origine sudafricana, da madre di etnia Swasi e padre Xhosa, iniziò ad avere grande successo e denunciò le ingiustizie e l’oppressione dell’apartheid. Per questo i suoi dischi vennero banditi e venne esiliata dal Sudafrica nel 1960. Convinta da Nelson Mandela, tornò nella sua patria solo nel 1990, dopo anni di successo e impegno politico. (Photo Credit: © Wikipedia)

Miriam Makeba
Mae Jemison

Mae Jemison nel 1992 è la prima donna afroamericana a viaggiare a bordo del Space Shuttle Endeavour. E’ un’astronauta, medico e ingegnere e persino ballerina. Ottiene riconoscimenti in svariate discipline e dopo aver lasciato la NASA ed essere ed essere ‘tornata sulla Terra’, fonda una società di ricerca per studiare i campi di applicazione della tecnologia alla vita quotidiana. (Photo Credit: © Wikipedia)

NOTIZIE ED EVENTI

Gli Usa hanno celebrato il ricordo della coraggiosissima Harriet Tubman, il cui volto campeggerà sulle banconote da 20 dollari, anche se l’ex presidente Trump aveva provato a fermare il progetto. Harriet era una donna nera, nata schiava nell’Ottocento, deceduta nel 1913, che all’età di soli 16 anni riuscì a fuggire dalle grinfie dei suoi padroni. Successivamente organizzò con successo fughe di masse di altri schiavi. Le venne messa una taglia sulla testa ma durante la guerra di secessione fu protagonista della liberazione di centinaia di schiavi. Successivamente divenne un’attivista per il suffragio femminile e un simbolo di libertà.

Harriet Tubman

Tra i tanti eventi organizzati per il Black History Month 2021, soprattutto virtuali causa Covid, quello che il 19 febbraio ha visto protagonisti gli afro-italiani di New York, in un dibattito-testimonianza intitolato “Colors of Italy”, promosso dall’Istituto italiano di cultura della Grande Mela e da BlackItalia.

Il Kibaka Florence Festival di cinema africano – fondato da Matias Mesquita, che dal 2011 propone al pubblico un tipo di cinema alternativo, lontano dagli stereotipi e dai luoghi comuni legati all’Africa –  ha lanciato la prima edizione del cinema afroeuropeo per ragazzi, il 15 febbraio. Online il Kibaka For Young 2021 ha proposto delle storie di giovanissimi che combattono contro i soliti stereotipi e lottano per una giusta emancipazione, una finestra importante per fare luce su temi che forse non vengono trattati ancora abbastanza spesso in Italia.

Di Antonella Graziani e Véronique Viriglio