ASMAE DACHAN

Photo credit: Apollonia Benassi

Sono nata ad Ancona quarantaquattro anni fa e vivo in provincia di Ancona. Le mie origini sono siriane, aleppine per la precisione. Ho studiato al liceo linguistico, poi ho conseguito una laurea magistrale a Urbino in Editoria, Informazione e Sistemi Documentari. Nel mezzo ho anche studiato teologia per quattro anni. Immagino di essere nata con una penna in mano. Sono una giornalista, scrittrice e fotografa. Lavoro come freelance: collaboro con diverse testate tra cui Avvenire, Altreconomia, Vita non profit, occupandomi soprattutto di Medio Oriente, diritti umani, parità di genere, migrazioni, lavoro, ma anche arte e letteratura, le mie grandi passioni.

Diversi miei articoli e reportage sono stati premiati in occasione di concorsi giornalistici; gli ultimi due riconoscimenti ricevuti sono il premio Articolo 21 per la libertà di stampa e il “Premio Italia diritti umani 2019” assegnato dalla Freelance International Press in memoria di Antonio Russo. Il mio ultimo romanzo “Il silenzio del mare” – Castelvecchi Editore, è arrivato finalista al Premio Piersanti Mattarella nel 2018. Sono Ambasciatrice di Pace dell’Università per la Pace della Svizzera e collaboratrice permanente dell’Università per la Pace delle Marche, nonché membro del Comitato Scientifico della Scuola di Pace di Senigallia. Ma il riconoscimento più grande è arrivato il 2 giugno 2019, quando sono stata insignita del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. È stata una sorpresa bellissima, l’emozione più grande della mia vita. Sin da piccola preferivo i cavalieri alle principesse, che mi sembravano sempre tristi e indifese e quando è arrivata la nomina ho immaginato di inginocchiarmi come facevano una volta i cavalieri e rinnovare il mio patto d’amore e di lealtà per l’Italia.

Le avversità e le sfide sono un po’ il sale della vita, ci mettono in discussione, ci spingono a superare i nostri limiti, a intraprendere nuovi percorsi. Non è mai facile, a volte sembra che ci manchino le forze e il coraggio, poi però troviamo sempre il modo di rialzarci. Le sfide quotidiane come donna e come giornalista freelance sono riuscire a conciliare i tempi della vita e del lavoro, riuscire a sbancare il lunario ogni mese, ma anche avere la forza di non farmi coinvolgere troppo delle vicende di cui mi occupo. Per chi cerca di raccontare la realtà avere empatia è importante, ma non farsi segnare troppo dagli eventi è invece una prova ardua. Il mio obiettivo è continuare a scrivere e riuscire a portare a termine i progetti letterari e giornalistici che ho in mente. La mia filosofia di vita consiste nel cercare di vivere ogni giorno come se fosse il primo, ma anche l’ultimo, unendo la curiosità e la voglia di scoprire gli altri e ciò che abbiamo intorno, alla consapevolezza che certi momenti sono irripetibili e vanno vissuti con intensità. La filosofia dello zaino in spalla, con dentro un taccuino e una penna, la fotocamera, un paio di auricolari e un libro. Sogni nel cassetto? Stanno bene lì, custoditi. Mi piace osservare le persone, ascoltarle, leggere ciò scrivono.

Mi ispirano le persone creative, determinate, quelle che non fanno rumore, ma agiscono con impegno. Al tempo stesso stimo coloro che lottano per i propri ideali e per i diritti umani perché fanno una scelta di vita impegnativa, con la consapevolezza di dover andare sempre controcorrente. Scandisco la mia vita come se fosse un viaggio a tappe, dove c’è sempre qualcosa da scoprire: nuovi borghi, nuove città, nuovi Paesi, nuove persone. E in questo viaggio ci sono libri di poesia e letteratura, ci sono musei e mostre, colonne sonore, incontri. Ho sempre a portata di mano i libri di Pablo Neruda e Alda Merini, ma anche le lettere di Van Gogh al fratello Theo.