A Roma è salva la Casa Internazionale delle Donne

Dopo una battaglia lunga e condivisa da migliaia di donne, uomini, associazioni e istituzioni , è finalmente arrivata una bella notizia: la Casa Internazionale delle Donne con sede a Roma potrà rimanere al suo posto, in Via della Lungara, nel quartiere di Trastevere. Lo sgombero, ventilato più volte dall’amministrazione Raggi, non ci sarà e per giunta è stato ottenuto dal Comune un comodato d’uso gratuito per 12 anni.

La Casa potrà così continuare a svolgere tutte le sue attività di sostegno alle donne, portate avanti sin dagli anni ’80. La sua sede è situata nel complesso monumentale già denominato “Buon Pastore” (fin dal ‘600 adibito a reclusorio femminile), destinato nel 1983 a finalità sociali, con particolare riguardo alla cittadinanza femminile.

In un’intervista a Repubblica, la sua presidente Maura Cossutta ha precisato che “il Comune non ci ha regalato nulla: 900 mila euro sono stati stanziati dal Parlamento e 200 mila euro arrivano dalle donazioni”. Il Campidoglio ha così riscosso il debito. “Anche il comodato d’uso gratuito è frutto del lavoro del Parlamento che lo ha previsto nel 2020 con la legge di Bilancio” ha aggiunto Cossutta.

Una vittoria annunciata in un comunicato diffuso sulla sua pagina Facebook, che W ALL WOMEN MAGAZINE rilancia con gioia:

La forza delle donne ha vinto! Finalmente la Casa Internazionale delle Donne ha ottenuto il contratto di comodato d’uso gratuito per i prossimi 12 anni. Si tratta del risultato frutto della forte, costante e unita mobilitazione che le associazioni femministe e le donne tutte hanno condotto contro una visione distorta che voleva cancellare la Casa Internazionale e la sua storia, il suo valore politico e sociale, il suo contributo alla liberazione e alle conquiste delle donne che l’hanno attraversata.

Un grazie collettivo va dunque a tutte quelle persone che si sono unite ad una battaglia tutt’altro che difensiva: abbiamo rivendicato un ruolo sociale che, forte del suo passato, vive e agisce nel presente.

Grazie al Parlamento che ha approvato le norme (Misure urgenti per la tutela dell’Associazione Consorzio Casa Internazionale delle donne di Roma e Legge di Bilancio, l’attribuzione ai luoghi delle donne di edifici pubblici in comodato d’uso gratuito) atte a riconoscere questo ruolo alla Casa, sgombrando il campo da visioni inaccettabili.

Non siamo state “inquiline morose” e “il femminismo non può essere messo a bando”. Questo è quello che è stato affermato con forza, perfino da leggi dello Stato. Così si è chiusa una battaglia, nel rispetto di norme sovraordinate. Noi abbiamo fatto la nostra parte, rispettandone le disposizioni e consegnando le somme impegnate, il Comune di Roma Capitale ha fatto altrettanto.

Il progetto “Casa Internazionale delle Donne” si fa sempre più forte, rivolto con più determinazione al territorio e alle nuove sfide delle donne.

Sempre più casa e sempre più internazionale, luogo politico e bene comune in connessione con tutte le realtà che ogni giorno sono in campo per costruire un mondo migliore.”

Photo Credit: © casainternazionaledelledonne.org