A Milano il Festival DIVERCITY ridefinisce le ESISTENZE afrodiscendenti in Italia

Urge decolonizzare le narrazioni accademiche, artistiche, culturali e politiche per raccontare le comunità afrodiscendenti che vivono e nascono in Italia, contribuendo su più fronti alla crescita del Paese, ma sono ancora troppo spesso invisibili, oscurate o stereotipate dal ‘mainstream’. E’ questo il messaggio e il fulcro della terza edizione del Festival DIVERCITY in corso a Milano, allo spazio BASE, fino all’11 luglio, con grande successo di pubblico ed un programma davvero molto ricco. “ESISTENZE” è il tema scelto dai determinati organizzatori per accendere i riflettori sulla creatività̀ di artisti, professionisti e personalità̀ afrodiscendenti e del continente africano, concentrandosi sull’importanza della connettività̀, dello scambio e dell’inclusione.

Il Festival si è aperto con la mostra “CO-Esistenze”, un punto di ingresso sia per quegli artisti il cui accesso agli spazi espositivi è reso faticoso dai racial bias che permeano anche il mondo della cultura sia per gli artisti del continente africano che utilizzano la propria arte come strumento di resistenza e di racconto di intersezionalità minorizzate. In questa occasione è stato premiato il progetto fotografico dell’artista camerunense Lokol Kye, studente dell’Accademia delle Belle Arti di Douala, in Camerun, per aver affrontato con coraggio il tema del pregiudizio di genere e delle intersezionalità in un Paese che reprime duramente i diritti delle persone LGBTQA+”.

“Credo sia di ottimo auspicio riuscire a nutrire spazi di aggregazione, basate su punti di vista e riflessioni che problematizzano la narrazione di un’Italia monolitica e ridefiniscono le forme di espressione in un’ottica intersezionale. Le oltre 100 persone che hanno partecipato, in presenza, all’inaugurazione confermano la nostra scommessa: i giovani italiani, con e senza background migratorio, sono affamati di teatro, letteratura, arte ed esperienze culturali arricchenti e rappresentative, dove si sentono Visti nelle loro ESISTENZE” ha detto il direttore del festival e curatore della mostra Andi Nganso, commentando la grande affluenza della giornata inaugurale.

“La terza edizione del Festival Divercity “ESISTENZE” nasce dalla necessità di revisionare con urgenza i processi narrativi con cui vengono raccontate le comunità razzializzate in Italia, in modo da rendere giustizia all’evoluzione e ai cambiamenti demografici e culturali del NOSTRO Paese. La missione è quindi quella di raccontare l’esistente, le profondità di storie troppo spesso invisibili e relegate a situazioni di marginalità. Il bisogno è raccontare del protagonismo, delle nostre eccellenze, della nostra arte, dei nostri punti di vista” ha sottolineato Nganso. “Festival Divercity vuole diventare una piattaforma dove l'”esperienza nera” non è sinonimo di percorso solitario tra gli ostacoli creati da istituzioni razializzanti, ma lo spazio comune per afrodiscendenti, persone razzializzate ed alleati per decolonizzare ciò che è ed è stato e poter affermare in futuro, quando le promesse saranno realizzate, di esser stati dalla parte giusta della Storia” ha auspicato il Fondatore e Direttore Esecutivo Festival Divercity, Curatore di Co-Esistenze Art Exhibition intitolata “We are also here”.

Nella fitta agenda di eventi in programma c’è la proiezione del docufilm “Un giorno la notte” del regista Michele Cattan e dell’autore Sainley Fatty, la presentazione dell’opera ultima della scrittrice Francesca Mannocchi “Il Bianco”, Serate Musicali, lo spettacolo teatrale “Disprezzo della donna” della Compagnia Frosini e Timpano, il progetto di comunicazione “Fading”, la performance di Alesa Herero con “Headless ans Neckless”, “In Inferna”, reading teatrale della Compagnia Teatro Periferico. Ad arricchire ulteriormente la programmazione, diverse tavole rotonde e panel di discussione su come “Decolonizzare la bellezza e facilitare l’accesso agli spazi artistici”, “BEING BLACK, come il colorismo ha definito schiavitù, rapporti coloniali e la stratificazione sociale nera”, “THE BEAT OF MY DRUM, storie di donne che impongono il loro ritmo ad un mondo fuori tempo”, “WITH BLACK INK: un manifesto per riscrivere una scuola decolonizzata”, “SULLA NOSTRA PELLE, storia di un diritto razzializzato, cicatrici coloniali e promesse di cittadinanza”.

A concludere le giornate di ESISTENZE, sabato 10 luglio alle ore 20 presso BASE, sarà una sfilata di moda organizzata da AfroFashion Milano, altro partner del Festival DIVERCITY, curata da Michelle Francine Ngonmo, madrina dell’edizione 2021.

Originaria del Camerun, Michelle Ngonmo è arrivata in Italia da bambina e ha scoperto presto di essere affascinata dal mondo della comunicazione. Ha lavorato come ufficio stampa per la prima rete web multiculturale, All-TV, e nel 2015 ha fondato Afro Fashion, un’associazione di moda che oggi conta più di ottanta soci e detiene un inestimabile database di oltre 1000 designer afro in tutto il mondo, con una sede satellitare in Camerun. Insieme a Stella Jean e Edward Buchanan ha fondato il Movimento “Do Black Lives Matter In Italian Fashion?”; ha sviluppato e organizzato il progetto “Il Made in Italy non ha un colore: siamo made in Italy” una continua serie di mostre ed occasioni di acquisto per valorizzare il lavoro di Designer afroitaliani.

Per consultare il programma completo: https://festivaldivercity.files.wordpress.com/2021/07/brochure21.pdf

Di Véronique Viriglio